In qualità e in rappresentanza di membro del Consiglio direttivo della Federazione It. Medici Pediatri, ho il piacere di confermare un progetto di grande importanza che riguarda l’annoso problema dell’obesità infantile. Insieme all’ASP posso dire che gli abbiamo dichiarato guerra e dopo il Covid-19 siamo più determinati che mai. La Pandemia e il conseguente lockdown, infatti, non solo ha provato a bloccare il nostro progetto ma in realtà ne ha rafforzato le motivazioni di base: la sedentarietà, la noia e l’aumento inopportuno di cibo non sempre sano, hanno in molti casi aggravato abitudini già sbagliate che vanno corrette con assoluta urgenza.

Nel concreto il progetto prevede che ogni pediatra di base della prov. di Catania manderà circa 10 bambini in sovrappeso o obesi presso il centro di endocrinologia e nutrizione dell’ASP per uno screening inziale e l’inizio ufficiale di un percorso educativo, terapeutico, psicologico sui bimbi stessi e sull’intera famiglia.

Ma il nostro desiderio e l’obiettivo principale è che l’iniziativa possa sensibilizzare tutta la popolazione, anche quelle famiglie che non hanno problemi con l’obesità ma che attuano uno stile di vita, specie alimentare, che non rappresenta un buon esempio per i bambini che cresceranno, gli uomini e le donne del domani. Creare e infondere nel profondo, dunque, una vera cultura della sana alimentazione abbinata ad uno stile di vita corretto al fine di salvaguardare la salute di oggi e del domani!

Mentre gli specialisti dell’ASP saranno impegnati in una tabella di marcia specifica per ogni caso, i pediatri di concerto, faranno un check a tappe trimestrale puntando, nel contempo, sull’ attività di informazione. Per i miei genitori io anticipo quello che è un vero e proprio decalogo sugli “stili di vita”:

1) Non saltare la colazione. 2) Non usare il cibo come ricompensa. 3) Evitare l’uso di bevande zuccherate. 4) Limitare l’uso delle merendine. 5) Limitare l’uso di televisione e videogiochi. 6) Favorire i giochi di movimento e lo sport. 7) Mangiare frutta e verdura. 8) Dormire almeno 9 ore. 9) Aumentare l’uso dei cereali. 10) Bere molta acqua.

Lavorare sui cambiamenti degli stili di vita è quindi il dictat!  Quest’approccio deve essere multidisciplinare e deve investire diverse competenze, ma la principale figura di riferimento, per attuare in modo efficace tutte le strategie di prevenzione necessarie, è indubbiamente il Pediatra di Famiglia, che ha l’opportunità di seguire con continuità, fin dalla nascita, il bambino e la sua famiglia, in particolare attraverso i bilanci di salute, parlando con la famiglia e tracciando i pericoli e le complicanze future, dando consigli utili e così allontanare la possibilità di una somministrazione farmacologica.

Ma perché la tematica dell’obesità interessa anche le istituzioni, oltre la comunità scientifica? L’obesità pediatrica è attualmente considerato il maggiore problema di salute pubblica, perché strettamente collegata all’obesità dell’adulto, che si associa a numerose condizioni morbose che alterano la qualità della vita e determinano un aumento della morbilità: sindrome metabolica, che precede il diabete di 2° tipo; iperandrogenismo: nel tessuto adiposo sono espressi ormoni sessuali e circa il 50% del testosterone circolante deriva, nelle giovani donne, dal tessuto adiposo; iperinsulinismo; alterazioni cardiache strutturali ed emodinamiche; apnee notturne e l’ipoventilazione obesità-correlate che contribuiscono all’ipertensione delle arteriole polmonari: negli obesi malati queste anormalità determinano cardiomiopatia; ipertensione, più frequente nei soggetti obesi a qualunque età; disordini del sonno, steatosi epatica non alcolica, malattie della colecisti, complicanze ortopediche (epifisiolisi della testa del femore, ginocchio valgo, tibia vara, pressione e/o dolore da assottigliamento rotuleo, piede piatto, spondilolistesi, scoliosi e osteoartriti).

Le previsioni sulla spesa sanitaria, fatta dagli organi competenti (Ministero, ISS), prevedono che con l’esplosione delle complicanze legate all’obesità, anche la richiesta di farmaci (statine, antipertensivi, cardiologici, ormoni, etc.) e di ricoveri ospedalieri, possa lievitare in modo incontrollato, facendo aumentare di converso la spesa sanitaria.

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